DECRETO APPROPRIATEZZA IN 203 PRESTAZIONI SPECIALISTICHE LIMITI PER LA PRESCRIZIONE A CARICO DEL SSN

Le restrizioni su Odontoiatria, Genetica, Radiologia diagnostica, Esami di laboratorio, Dermatologia allergologica, Medicina nucleare. Il DM ha suscitato le forti proteste dei medici per le sanzioni che rischiano i sanitari che dovessero prescrivere le 203 prestazioni senza seguire le indicazioni del decreto.

Le sanzioni sono state temporaneamente sospese, ma il decreto rimane in vigore ed è Legge

 IL TESTO completo sulla gazzetta cliccateci sopra.

 

20 GEN – Arriva sulla Gazzetta Ufficiale di oggi, 20 gennaio 2016, il decreto che individua le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva per 203 prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell’ambito del Ssn di cui al Dm del 22 luglio 1996 e previsto dal decreto Enti locali dell’agosto scorso contenete diverse misure di contenimento della spesa sanitaria.

Ricordiamo che il provvedimento, che ha fatto infuriare i camici bianchi lo scorso anno per la questione delle sanzioni cui potrebbero incorrere i medici che prescrivessero a carico del Ssn le prestazioni inappropriate, prevede condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva su prestazioni di Odontoiatria, Genetica, Radiologia diagnostica, Esami di laboratorio, Dermatologia allergologica, Medicina nucleare.

Ricordiamo poi che, sempre il decreto Enti locali da cui scaturisce il DM appropriatezza, prevede che le 203 prestazioni se prescritte al di fuori delle condizioni di erogabilità contemplate dal DM saranno poste a totale carico del paziente.

Per quanto riguarda le sanzioni per i medici esse, al momento, restano comunque quelle previste dal Decreto Enti Locali che prevede che al medico dipendente che abbia prescritto a carico del SSN una prestazione senza osservare le condizioni e le limitazioni citate, si applichi una riduzione del trattamento economico accessorio, nel rispetto delle procedure previste dal Contratto, e nei confronti del medico convenzionato con il SSN, una riduzione, mediante le procedure previste dall’Accordo Collettivo Nazionale di riferimento, delle quote variabili della convenzione.
In vigore poi anche le sanzioni per i Direttori Generali di Asl e ospedali in caso della mancata adozione da parte dell’ente del SSN dei provvedimenti di competenza nei confronti del medico prescrittore. Il DG rischia infatti di vedere incrinata la sua valutazione da parte della Regione al momento della verifica dei risultati di gestione e della realizzazione degli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi.

Ma torniamo al decreto pubblicato oggi in Gazzetta. L’allegato 1 al DM riporta le 203 prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale cui sono associate condizioni di erogabilità o indicazioni di appropriatezza prescrittiva.

L’allegato 2 riporta invece le patologie diagnosticabili con le prestazioni di genetica medica; le patologie e condizioni per le quali è appropriata l’esecuzione di prestazioni di citogenetica; le patologie e condizioni oncoematologiche per le quali è indicata l’indagine genetica e/o citogenetica e le patologie e condizioni per le quali è appropriata l’esecuzione di prestazioni di immunogenetica.

Infine l’allegato 3 indica i criteri in base ai quali sono state identificate le condizioni di erogabilità di odontoiatria.

Nota del Ministero della Salute.

L’ALLARME DEL VIRUS ZIKA COSA E’ E COSA FA.

Sempre più casi di infezione di virus Zika,  il quale si propaga tramite la zanzara comune. La zona Pandemica è il centro America e il sud America, l’Asia , Tailandia, Filippine, il centro Africa come la Nigeria.In tutto per ora sono interessati 22 paesi Attacca il sistema nervoso, viene trasmesso con la zanzara Aedes Aegipti. i Sintomo sono multipli: Febbre Rush cutanei in tutto il corpo, dolori articolari, congiuntivite, cefalea, dolori addominali,diarrea, nausea e vomito, sindrome di Guillain- Barrè che provoca paralisi a livello dei muscoli del torace  e degli arti, sopratutto nei maschi adulti. Questa sindrome deriva da una risposta autoimmune, in altre parole il virus fa scattare una risposta immunitaria, la quale viene attaccata da altri autoanticorpi contro il sistema nervoso centrale e periferico.  Ha una incubazione di 12 giorni. Alcuni autori parlano anche di solo 4/5 giorni, e di semplici forme simil influenzali, che scappano alla valutazione medica aereoportuale. L’unico trattamento è sintomatico, con Paracetamolo, non si consiglia l’uso di acidoacetilsalicilico (aspirina) per evitare sanguinamento. Utilissima una abbondante idratazione.

La diagnosi si esegue con un esame del sangue e valutazione microscopica. Il virus si può trasmettere per via sessuale, è opportuno che le donne gravide sessualmente attive siano informate del pericolo. Anche le zanzare di tipo Culex possono trasmettere il virus. E’ opportuno tenere lontano le zanzare con repellenti da spalmarsi sul corpo e bonificare le stanze. Il virus purtroppo nelle donne gravide passa la placenta e infetta il feto, provocando effetti negativi come microcefalia, (testa più piccola) e una atrofia cerebrale severa.

Sembra che come il Dengue e il Chikungunya, il virus Zika sia dovuto a una manipolazione genetica eseguita dall’uomo. Anche se non si hanno prove il carrier trasportatore dei virus rimane la Zanzara. Ma quale può essere lo scopo? Esperimenti militari , o riduzione di massa della polpolazione ? Se lo chiede la trasmissione in lingua Spagnola che riporto sotto ZDI.(Zona di Investigazione).

Per ora non ci sono notizie se L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita’) permetteranno lo svolgimento delle Olimpiadi in Brasile.

Per ora si sono riuniti diverse volte per affrontare con diversi gruppi di studio e cura, e profilassi questa emergenza nuova.

 

DERMATOLOGIA IN STUDIO MEDICO

Spesso i primi casi di lesioni dermatologiche si vedono nello studio del medico di Medicina Generale.

HERPES ZOSTER:

Da Settembre a Maggio 2016 ho diagnosticato 6 Herpes Zoster. 4 in zona classica dorso-lombare con irradiazione intercostale.

1 Oftalmico esteso tra la palpebra superiore e inferiore, e 1 nel terzo inferiore della gamba,nella zona mediale sopra alla caviglia, concentrato a forma rotonda .

Il dolore era presente in 5 casi, solo 1 caso non aveva ancora sviluppato il dolore e aveva solo una vescicola.

HERPES A GRAPPOLO foto dr. Eugenio Ferrari

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Altre volte l’Erpers Zoster, si può manifestare partendo da un metamero del dorso in forma rotondeggiante di grosse dimensioni, per poi seguire il decorso del nervo intercostale  e andare fino allo sterno passando sorro la zona ascellare e interessare anche i nervi del lato del braccio .

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Notare l’andamento dell’infezione Erpetica verso sinistra     img_5764

La causa principale della riattivazione del virus Zoster è lo stress, oltre alla riduzione del sistema immunitario. Si può presentare sia in media età (40/60 anni) che in anzianità specie nei malati di AIDS. La patologia una volta guarita può condurre a una nevralgia post erpetica molto dolorosa, da evitare iniziando le cure immediatamente. Per questo si raccomanda anche il vaccino, chiedendo come fare al proprio medico di base o di famiglia.Il vaccino contiene una forma attenuata del virus della varicella-zoster che stimola il sistema immunitario ad agire specificamente contro il virus. Come risultato, il vaccino contribuisce a controllare la riattivazione e la replicazione del virus dentro l’organismo, permettendo così di prevenire lo sviluppo dell’herpes zoster e della Nevralgia Post Erpeticaess. Questo vaccino, nei diversi studi clinici condotti, ha mostrato un’efficacia protettiva contro l’HZ compresa fra il 51% ed il 70%. L’efficacia protettiva di questo vaccino contro la PHN ( nevralgia post erpetica) è stata del 67%.

L’ ACNE ROSACEA :

Forma rara detta anche “Maledizione dei Celti” tipica della popolazione con cute chiara del Nord, si presenta in molte forme sopratutto in forma Acnoica. Il caso che si è presentato nel mio studio è su una persona di 84 anni femmina , con pregressa dermatite Seborroica.  Oltre a monitorarla nel mio studio e ai controlli Dermatologici Specialistici, la terapia è quella di proteggerla dai raggi solari e dal Freddo, e dal troppo caldo.

Terapia:

L’utilizzo di creme apposite per la protezione solare sono indispensabili, nuove creme vasoprotettrici,  sono da applicare ogni giorno. Importante è  evitare l’uso delle creme cortisoniche.

ROSACEA NEL MIO STUDIO 2016, Foto Dr. Eugenio Ferrari.

LA CISTI FOLLICOLARE DEL TRAGO DELL’ORECCHIO:

 

Tipica di chi ha avuto o ha acne Pustolo Cistica. Si ripresentano spesso fenomeni di recidiva. Si tratta con Anibiotico locale, impacchi di Amuchina, e incisione chirurgica per svuotare il contenuto purulento, e favorire la cicatrizzazione.

LA SINDROME DI RAYNAUD :

 

è uno spasmo dei  vasi sanguinei periferici, che provoca una eccessiva riduzione del flusso di sangue alle regioni coinvolte. Questo evento si associa ad una sensazione locale di dolore, bruciore, intorpidimento e formicolio, oltre a variazioni reversibili del colorito della pelle tipo il Pallore, la cianosi, e l’eritema.

Il fenomeno di Raynaud si verifica in risposta all’esposizione al freddo, a stress di tipo emotivo o alle delle vibrazioni. Si manifesta soprattutto in una o più dita delle mani e dei piedi; occasionalmente, sono interessate la punta del naso, i lobi delle orecchie, la lingua e altre parti del corpo, dove i piccoli vasi sanguigni sono più sensibili alle variazioni di temperatura. Il fenomeno di Raynaud regredisce rimuovendo lo stimolo.

IL VIRUS ZIKA

                                             La febbre da virus Zika è una malattia virale acuta trasmessa da zanzare appartenenti al genere Aedes

La zanzara Aedes è più comunemente nota col nome di “zanzara tigre” ed è la stessa che trasmette il virus della febbre gialla, della dengue e della chikungunya.

Il virus è molto simile a quelli della dengue, della febbre gialla, dell’encefalite giapponese e del Nilo occidentale.
E’ stato isolato nel 1947 nelle foreste di Zika (Uganda), in una scimmia Rhesus durante uno studio sulla trasmissione della febbre gialla.
Anche se l’infezione nell’uomo è stata dimostrata da studi sierologici nel 1952 (Uganda e Tanzania), solo nel 1968, il virus è stato isolato da campioni umani in Nigeria. Nel 2007 è occorsa la prima grande epidemia di febbre da virus Zika sull’isola di Yap (Micronesia), dove sono stati segnalati 185 casi sospetti.
Successivamente, è stato registrato un focolaio in Polinesia francese.

Le manifestazioni cliniche della malattia sono in genere simili a quelle di dengue e chikungunya. Si tratta di sintomi lievi come febbricola, eruzioni cutanee (soprattutto maculo-papulari), congiuntivite, mal di testa e dolori articolari, che compaiono tra i 3 e i 12 giorni dopo la puntura della zanzara vettore e possono durare da 2 a 7 giorni. Una persona su quattro non sviluppa sintomatologia.

Al momento non è disponibile nessun vaccino contro il virus Zika. Per questo l’unico modo per prevenire l’infezione è evitare di essere punti dalla zanzare.

In Italia, la diffusione del virus è monitorata da programmi specifici, come indicato nella circolare del Ministero della Salute Sorveglianza dei casi umani di Chikungunya, Dengue, West Nile Disease ed altre arbovirosi e valutazione del rischio di trasmissione in Italia – 2015

Nota del MINISTERO DELLA SALUTE

NUOVE TERAPIE ANTICOAGULANTI ORALI DR. DI PASQUALE DIRETTORE UNITA’ OPERATIVA DI CARDIOLOGIA DELL’ OSPEDALE MAGGIORE BOLOGNA da Pharma Star TV

La nuova terapia anticoagulante per evitare gli  stroke cerebrali durante la Fibrillazione atriale. Questi vanno a sostituire l’aspirina per il trattamento della fibrillazione atriale che il più delle volte è asintomatica.

 

LA SINDROME DI ASPERGER

 

“Questa è la sindrome di Asperger”. Nel filmato la giovane donna affetta dal grave disturbo dello sviluppo, ha una crisi e viene aiutata dal suo cane. L’animale  è stato addestrato per questo genere di episodi e anche se “la sua reazione può sembrare tardiva, in realtà, dovrebbe intervenire quando la padrona esce dalla crisi, dove si innesca un attacco di panico”.

La sindrome porta a  depressione, ansia e attacchi ossessivo-compulsivi tra i sintomi più comuni.

Tale sindrome deriva dal Disturbo Pervasivo dello Sviluppo (DSP) che fa riferimento ad un quadro clinico caratterizzato dalla compromissione di tre aree principali dello sviluppo psichico del bambino, rappresentate da:

  • Interazione Sociale
  • Comunicazione verbale e non verbale
  • Repertorio di attività ed interessi

Ci sono sei tipologie di disturbo pervasivo dello sviluppo:

  • 1. Il disturbo autistico
  • 2. L’autismo atipico
  • 3. Il disturbo di Rett
  • 4. Il disturbo disintegrativo dell’infanzia
  • 5. Il disturbo di Asperger ,quella a cui ci riferiamo.
  • 6. Il disturbo pervasivo di sviluppo non altrimenti specificato (PDD-NAS).

La mancanza di empatia ( che è la capacità di comprendere lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore), ha un forte impatto  sugli aspetti della vita comunitaria. Questi pazienti ne sono affetti e hanno  difficoltà nelle elementari interazioni sociali.

Gli animali in questo caso i cani, sono empatici e se addestrati capiscono e sentono cose che noi non percepiamo .E per questo possono aiutare una persona affetta  da tale sindrome.

Dr. E. Ferrari- Gino

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Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie – 8 maggio 2014
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014)

Registro dei provvedimenti
n. 229 dell’8 maggio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTA la direttiva 2002/58/CE del 12 luglio 2002, del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche;

VISTA la direttiva 2009/136/CE del 25 novembre 2009, del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica, della direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori;

VISTO il decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 69 “Modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di protezione dei dati personali in attuazione delle direttive 2009/136/CE, in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, e 2009/140/CE in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori” (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2012 n. 126);

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito “Codice”) e, in particolare, gli artt. 13, comma 3 e 122, comma 1;

VISTA la precedente deliberazione del Garante recante “Avvio di una consultazione pubblica ai sensi dell’art. 122 volta ad individuare modalità semplificate per l’informativa di cui all’art. 13, comma 3, del Codice in materia di protezione dei dati personali” (Del. n. 359 del 22 novembre 2012, in Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2012 n. 295);

TENUTO CONTO delle indicazioni fornite sul tema dal Gruppo di lavoro per la tutela dei dati personali ex art. 29, in particolare nella Opinion 04/2012 on Cookie Consent Exemption, adottata il 7 giugno 2012, e nel Working Document 02/2013 providing guidance on obtaining consent for cookies, adottato il 2 ottobre 2013 (disponibili rispettivamente ai link http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_en.pdf e http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2013/wp208_en.pdf);

TENUTO CONTO delle risultanze dei contributi pervenuti al Garante dai principali fornitori di servizi di comunicazione elettronica, nonché dalle associazioni dei consumatori e delle categorie economiche coinvolte che hanno partecipato alla suindicata consultazione pubblica;

CONSIDERATI gli ulteriori elementi emersi in occasione degli incontri tenutisi a settembre 2013 e febbraio 2014 presso l’Autorità, nell’ambito del tavolo di lavoro avviato dalla stessa al fine di sollecitare un nuovo e più diretto confronto con i suindicati soggetti, nonché con esponenti del mondo accademico e della ricerca che si occupano delle tematiche di interesse;

RITENUTO necessario adottare, ai sensi del combinato disposto degli artt. 13, comma 3, 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. c), del Codice, un provvedimento di carattere generale, con il quale oltre a individuare le modalità semplificate per rendere l’informativa online agli utenti sull’archiviazione dei c.d. cookie sui loro terminali da parte dei siti Internet visitati si intende fornire idonee indicazioni sulle modalità con le quali procedere all’acquisizione del consenso degli stessi, laddove richiesto dalla legge;

CONSIDERATO che la disciplina relativa all’uso dei c.d. cookie riguarda anche altri strumenti analoghi (come ad esempio web beacon/web bug, clear GIF o altri), che consentono l’identificazione dell’utente o del terminale e che quindi devono essere ricompresi nell’ambito del presente provvedimento;

VISTE le osservazioni dell’Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento n. 1/2000;

RELATORE il dott. Antonello Soro;

PREMESSA

1. Considerazioni preliminari.

I cookie sono stringhe di testo di piccole dimensioni che i siti visitati dall’utente inviano al suo terminale (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Nel corso della navigazione su un sito, l’utente può ricevere sul suo terminale anche cookie che vengono inviati da siti o da web server diversi (c.d. “terze parti”), sui quali possono risiedere alcuni elementi (quali, ad esempio, immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine di altri domini) presenti sul sito che lo stesso sta visitando.

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Al fine di giungere a una corretta regolamentazione di tali dispositivi, è necessario distinguerli posto che non vi sono delle caratteristiche tecniche che li differenziano gli uni dagli altri proprio sulla base delle finalità perseguite da chi li utilizza. In tale direzione si è mosso, peraltro, lo stesso legislatore, che, in attuazione delle disposizioni contenute nella direttiva 2009/136/CE, ha ricondotto l’obbligo di acquisire il consenso preventivo e informato degli utenti all’installazione di cookie utilizzati per finalità diverse da quelle meramente tecniche (cfr. art. 1, comma 5, lett. a), del d. lgs. 28 maggio 2012, n. 69, che ha modificato l’art. 122 del Codice).

Al riguardo, e ai fini del presente provvedimento, si individuano pertanto due macro-categorie: cookie “tecnici” e cookie “di profilazione”.

a. Cookie tecnici.

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di “effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente a erogare tale servizio” (cfr. art. 122, comma 1, del Codice).

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Per l’installazione di tali cookie non è richiesto il preventivo consenso degli utenti, mentre resta fermo l’obbligo di dare l’informativa ai sensi dell’art. 13 del Codice, che il gestore del sito, qualora utilizzi soltanto tali dispositivi, potrà fornire con le modalità che ritiene più idonee.

b. Cookie di profilazione.

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all’utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell’ambito della navigazione in rete. In ragione della particolare invasività che tali dispositivi possono avere nell’ambito della sfera privata degli utenti, la normativa europea e italiana prevede che l’utente debba essere adeguatamente informato sull’uso degli stessi ed esprimere così il proprio valido consenso.

Ad essi si riferisce l’art. 122 del Codice laddove prevede che “l’archiviazione delle informazioni nell’apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l’accesso a informazioni già archiviate sono consentiti unicamente a condizione che il contraente o l’utente abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato con le modalità semplificate di cui all’articolo 13, comma 3” (art. 122, comma 1, del Codice).

2. Soggetti coinvolti: editori e “terze parti”.

Un ulteriore elemento da considerare, ai fini della corretta definizione della materia in esame, è quello soggettivo. Occorre, cioè, tenere conto del differente soggetto che installa i cookie sul terminale dell’utente, a seconda che si tratti dello stesso gestore del sito che l’utente sta visitando (che può essere sinteticamente indicato come “editore”) o di un sito diverso che installa cookie per il tramite del primo (c.d. “terze parti”).

Sulla base di quanto emerso dalla consultazione pubblica, si ritiene necessario che tale distinzione tra i due soggetti sopra indicati venga tenuta in debito conto anche al fine di individuare correttamente i rispettivi ruoli e le rispettive responsabilità, con riferimento al rilascio dell’informativa e all’acquisizione del consenso degli utenti online.

Vi sono molteplici motivazioni per le quali non risulta possibile porre in capo all’editore l’obbligo di fornire l’informativa e acquisire il consenso all’installazione dei cookie nell’ambito del proprio sito anche per quelli installati dalle “terze parti”.
In primo luogo, l’editore dovrebbe avere sempre gli strumenti e la capacità economico-giuridica di farsi carico degli adempimenti delle terze parti e dovrebbe quindi anche poter verificare di volta in volta la corrispondenza tra quanto dichiarato dalle terze parti e le finalità da esse realmente perseguite con l’uso dei cookie. Ciò è reso assai arduo dal fatto che l’editore spesso non conosce direttamente tutte le terze parti che installano cookie tramite il proprio sito e, quindi, neppure la logica sottesa ai relativi trattamenti. Inoltre, non di rado tra l’editore e le terze parti si frappongono soggetti che svolgono il ruolo di concessionari, risultando di fatto molto complesso per l’editore il controllo sull’attività di tutti i soggetti coinvolti.

I cookie terze parti potrebbero, poi, essere nel tempo modificati dai terzi fornitori e risulterebbe poco funzionale chiedere agli editori di tenere traccia anche di queste modifiche successive.

Occorre tenere conto inoltre del fatto che spesso gli editori, che comprendono anche persone fisiche e piccole imprese, sono la parte più “debole” del rapporto. Laddove invece le terze parti sono solitamente grandi società caratterizzate da notevole peso economico, servono normalmente una pluralità di editori e possono essere, rispetto al singolo editore, anche molto numerose.

Si ritiene pertanto che, anche in ragione delle motivazioni sopra indicate, non si possa obbligare l’editore ad inserire sull’home page del proprio sito anche il testo delle informative relative ai cookie installati per il suo tramite dalle terze parti. Ciò determinerebbe peraltro una generale mancanza di chiarezza dell’informativa rilasciata dall’editore, rendendo nel contempo estremamente faticosa per l’utente la lettura del documento e quindi la comprensione delle informazioni in esso contenute, con ciò vanificando anche l’intento di semplificazione previsto dall’art. 122 del Codice.

Analogamente, per quanto concerne l’acquisizione del consenso per i cookie di profilazione, dovendo necessariamente -per le ragioni suesposte tenere distinte le rispettive posizioni di editori e terze parti, si ritiene che gli editori, con i quali gli utenti instaurano un rapporto diretto tramite l’accesso al relativo sito, assumono necessariamente una duplice veste.

Tali soggetti, infatti, da un lato sono titolari del trattamento quanto ai cookie installati direttamente dal proprio sito; dall’altro, non potendo ravvisarsi una contitolarità con le terze parti per i cookie che le stesse installano per il loro tramite, si ritiene corretto considerarli come una sorta di intermediari tecnici tra le stesse e gli utenti. Ed è, quindi, in tale veste che, come si vedrà più avanti, sono chiamati ad operare nella presente deliberazione, con riferimento al rilascio dell’informativa e all’acquisizione del consenso degli utenti online con riguardo ai cookie delle terze parti.

3. Impatto della disciplina in materia di cookie sulla rete.

I cookie svolgono diverse e importanti funzioni nell’ambito della rete. Qualunque decisione in merito alle modalità di informativa e consenso online, riguardando in pratica chiunque abbia un sito Internet, avrà quindi un fortissimo impatto su un numero enorme di soggetti, che presentano peraltro, come si è detto, natura e caratteristiche profondamente diverse tra loro.

Il Garante, consapevole della portata della presente decisione, ritiene pertanto necessario che le misure prescritte nella stessa -ai sensi di quanto previsto dall’art. 122, comma 1, del Codice siano, da un lato, tali da consentire agli utenti di esprimere scelte realmente consapevoli sull’installazione dei cookie mediante la manifestazione di un consenso espresso e specifico (come previsto dall’art. 23 del Codice) e, dall’altro, presentino il minore impatto possibile in termini di soluzione di continuità della navigazione dei medesimi utenti e della fruizione, da parte loro, dei servizi telematici.

Di tali opposte esigenze, emerse chiaramente anche in occasione della consultazione pubblica e degli incontri tenuti dall’Autorità, si tiene conto in primo luogo nella determinazione delle modalità con le quali rendere l’informativa in forma semplificata.

È peraltro convinzione del Garante che i due temi, dell’informativa e del consenso, vadano necessariamente trattati in maniera congiunta, onde evitare che il ricorso a modalità di espressione del consenso online che richiedano operazioni eccessivamente complesse da parte degli utenti vanifichino la semplificazione realizzata nell’informativa.

4. L’informativa con modalità semplificate e l’acquisizione del consenso online.

Ai fini della semplificazione dell’informativa, si ritiene che una soluzione efficace, che fa salvi i requisiti previsti dall’art. 13 del Codice (compresa la descrizione dei singoli cookie), sia quella di impostare la stessa su due livelli di approfondimento successivi.

Nel momento in cui l’utente accede a un sito web, deve essergli presentata una prima informativa “breve”, contenuta in un banner a comparsa immediata sulla home page (o altra pagina tramite la quale l’utente può accedere al sito), integrata da un’informativa “estesa”, alla quale si accede attraverso un link cliccabile dall’utente.

Affinché la semplificazione sia effettiva, si ritiene necessario che la richiesta di consenso all’uso dei cookie sia inserita proprio nel banner contenente l’informativa breve. Gli utenti che desiderano avere maggiori e più dettagliate informazioni e differenziare le proprie scelte in merito ai diversi cookie archiviati tramite il sito visitato, possono accedere ad altre pagine del sito, contenenti, oltre al testo dell’informativa estesa, la possibilità di esprimere scelte più specifiche.

4.1. Il banner contenente informativa breve e richiesta di consenso.

Più precisamente, nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni ossia di dimensioni tali da costituire una percettibile discontinuità nella fruizione dei contenuti della pagina web che si sta visitando contenente le seguenti indicazioni:

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Il suindicato banner, oltre a dover presentare dimensioni sufficienti a ospitare l’informativa, seppur breve, deve essere parte integrante dell’azione positiva nella quale si sostanzia la manifestazione del consenso dell’utente. In altre parole, esso deve determinare una discontinuità, seppur minima, dell’esperienza di navigazione: il superamento della presenza del banner al video deve essere possibile solo mediante un intervento attivo dell’utente (appunto attraverso la selezione di un elemento contenuto nella pagina sottostante il banner stesso).

Resta ferma naturalmente la possibilità per gli editori di ricorrere a modalità diverse da quella descritta per l’acquisizione del consenso online all’uso dei cookie degli utenti, sempreché tali modalità assicurino il rispetto di quanto disposto dall’art. 23, comma 3, del Codice.

In conformità con i principi generali, è necessario in ogni caso che dell’avvenuta prestazione del consenso dell’utente sia tenuta traccia da parte dell’editore, il quale potrebbe a tal fine avvalersi di un apposito cookie tecnico, sistema che non sembra particolarmente invasivo (in tal senso, si veda anche il considerando 25 della direttiva 2002/58/CE).

La presenza di tale “documentazione” delle scelte dell’utente consente poi all’editore di non riproporre l’informativa breve alla seconda visita del medesimo utente sullo stesso sito, ferma restando naturalmente la possibilità per l’utente di negare il consenso e/o modificare, in ogni momento e in maniera agevole, le proprie opzioni relative all’uso dei cookie da parte del sito, ad esempio tramite accesso all’informativa estesa, che deve essere linkabile da ogni pagina del sito.

4.2. L’informativa estesa.

L’informativa estesa deve contenere tutti gli elementi previsti dall’art. 13 del Codice, descrivere in maniera specifica e analitica le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all’utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie. Deve essere raggiungibile mediante un link inserito nell’informativa breve, come pure attraverso un riferimento su ogni pagina del sito, collocato in calce alla medesima.

All’interno di tale informativa, deve essere inserito anche il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali l’editore ha stipulato accordi per l’installazione di cookie tramite il proprio sito. Qualora l’editore abbia contatti indiretti con le terze parti, dovrà linkare i siti dei soggetti che fanno da intermediari tra lui e le stesse terze parti. Non si esclude l’eventualità che tali collegamenti con le terze parti siano raccolti all’interno di un unico sito web gestito da un soggetto diverso dall’editore, come nel caso dei concessionari.

Al fine di mantenere distinta la responsabilità degli editori da quella delle terze parti in relazione all’informativa resa e al consenso acquisito per i cookie di queste ultime tramite il proprio sito, si ritiene necessario che gli editori stessi acquisiscano, già in fase contrattuale, i suindicati link dalle terze parti (con ciò intendendosi anche gli stessi concessionari).

Nel medesimo spazio dell’informativa estesa deve essere richiamata la possibilità per l’utente (alla quale fa riferimento anche l’art. 122, comma 2, del Codice) di manifestare le proprie opzioni in merito all’uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni. Qualora, poi, le tecnologie utilizzate dal sito siano compatibili con la versione del browser utilizzata dall’utente, l’editore potrà predisporre un collegamento diretto con la sezione del browser dedicata alle impostazioni stesse.

5. Notificazione del trattamento.

Si ricorda che l’uso dei cookie rientra tra i trattamenti soggetti all’obbligo di notificazione al Garante ai sensi dell’art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, laddove lo stesso sia finalizzato a “definire il profilo o la personalità dell’interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a monitorare l’utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti”.

L’uso dei cookie è, invece, sottratto all’obbligo di notificazione sulla base di quanto previsto dal provvedimento del Garante del 31 marzo 2004, che ha inserito espressamente, tra i trattamenti esonerati dal suindicato obbligo, quelli “relativi all’utilizzo di marcatori elettronici o di dispositivi analoghi installati, oppure memorizzati temporaneamente, e non persistenti, presso l’apparecchiatura terminale di un utente, consistenti nella sola trasmissione di identificativi di sessione in conformità alla disciplina applicabile, all’esclusivo fine di agevolare l’accesso ai contenuti di un sito Internet” (deliberazione n. 1 del 31 marzo 2004, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2004 n. 81).

Dal quadro sopra delineato, emerge pertanto che, mentre i cookie di profilazione, i quali hanno caratteristiche di permanenza nel tempo, sono soggetti all’obbligo di notificazione, i cookie che invece hanno finalità diverse e che rientrano nella categoria dei cookie tecnici, ai quali sono assimilabili anche i cookie analytics (v. punto 1, lett. a), del presente provvedimento), non debbono essere notificati al Garante.

6. Tempi di adeguamento.

Come già evidenziato in precedenza, il Garante è consapevole dell’impatto, anche economico, che la disciplina sui cookie avrà sull’intero settore della società dei servizi dell’informazione e, quindi, del fatto che la realizzazione delle misure necessarie a dare attuazione al presente provvedimento richiederà un notevole impegno, anche in termini di tempo.

In ragione di ciò, si ritiene pertanto congruo prevedere un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione della presente decisione in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati dal presente provvedimento di potersi avvalere delle modalità semplificate ivi individuate.

7. Conseguenze del mancato rispetto della disciplina in materia di cookie.

Si ricorda che per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all’art. 13 del Codice, nel presente provvedimento, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice).

L’installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice).

L’omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall’art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice).

TUTTO CIO’ PREMESSO IL GARANTE

1. ai sensi degli artt. 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. h), del Codice -ai fini dell’individuazione delle modalità semplificate per l’informativa che i gestori di siti web, come meglio specificati in premessa, sono tenuti a fornire agli utenti in relazione ai cookie e agli altri dispositivi installati da o per il tramite del proprio sito stabilisce che nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni contenente le seguenti indicazioni:

a) che il sito utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente nell’ambito della navigazione in rete;

b) che il sito consente anche l’invio di cookie “terze parti” (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all’informativa estesa, che deve contenere le seguenti ulteriori indicazioni relative a:

• uso dei cookie tecnici e analytics;

• possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

• possibilità per l’utente di manifestare le proprie opzioni in merito all’uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni;

d) l’indicazione che alla pagina dell’informativa estesa è possibile negare il consenso all’installazione di qualunque cookie;

e) l’indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all’uso dei cookie;

2. ai sensi dell’art. 154, comma 1, lett. c), del Codice ai fini di mantenere distinta la responsabilità dei gestori di siti web, come meglio specificati in motivazione, da quella delle terze parti prescrive ai medesimi gestori di acquisire già in fase contrattuale i collegamenti (link) alle pagine web contenenti le informative e i moduli per l’acquisizione del consenso relativo ai cookie delle terze parti (con ciò intendendosi anche i concessionari).

Si dispone che copia del presente provvedimento sia trasmessa al Ministero della giustizia ai fini della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura dell’Ufficio pubblicazione leggi e decreti.

Roma, 8 maggio 2014

IL PRESIDENTE
Soro

IL RELATORE
Soro

IL SEGRETARIO GENERALE
Busia