IL TUMORE DELLA LINGUA, IL CARCINOMA BASOCELLULARE SQUAMOSO.

Ricercatori dell’Università di CLEVELAND USA,”Case Western Reserve University School of Medicine, Cleveland Clinic and University Hospitals Cleveland Medical Center”, hanno evidenziato che la presenza espressa in quantità. In altri termini, nel caso di tumori vi è un aumento dei batteri e funghi, rispetto al tessuto non tumorale, ipotizzando così che alcuni batteri e funghi in una quantità sufficiente potrebbero giocare un ruolo nella genesi del tumore della lingua.

In passato una ricerca dimostrò che i batteri possono stimolare lo sviluppo del tumore dello stomaco, e una interazione funghi e batteri contribuiscono ad accelerare la virulenza del morbo di Crohn.

Così se si stabiliscono dei marcatori su determinati batteri e funghi, come pre test per il tumore della lingua si anticiperebbero le cure prima della sintomatologie e delle lesioni. Questo viene dichiarato dal  co-autore della ricerca Mahmoud A. Ghannoum, professore al Department of Dermatology al Case Western Reserve School of Medicine and University Hospitals Cleveland Medical Center.

Il tumore della lingua in percentuale dei casi è in aumento, generalmente si sviluppa nei due terzi anteriori della lingua ed è il secondo tumore maligno più diffuso.

Il HPV o Papillomavirus causa quasi il 90% dei tumori alla base della lingua, l’HPV è scarso nel cancro della lingua solo nel 2-3%. Purtroppo le cause non sono chiare, si pensa molto che le mutazioni genetiche e comportamentali (scarsa igiene orale,tabagismo, bere alcolici).

Nella scarsa igiene orale, vi sono diversi batteri chiamati (Batterioma Orale), e fungina Mycobioma. Quest’ulimo non è stato studiato a fondo quanto il primo nella genesi o presenza del cancro della lingua.

Nella ricerca di CLEVELAND, è stato estratto il DNA in 39 tumori in oggetto, il Firmicutes  che sono un “phylum di batteri gram positivi”, maggiormente presenti nei tessuti tumorali ( un 48%,su un 40%). Anche lo streptococco era prevalente. Quindi sia i batteri che i funghi sono abbondanti nei tessuti tumorali rispetto quelli non tumorali. Io aggiungerei solo un 10%, e senza lesione e sintomi potrebbero simulare una malattia opportunistica. Quindi, e parlo a titolo personale, un test con marcatori sensibili per funghi e batteri, potrebbe dare una aiuto in più, ma si potrebbe anche rischiare di intraprendere terapie invasive in tessuti non maligni. Se quello che è stato scoperto, come influenzano la crescita o forse la genesi del tumore queste colonie miste? “Sarà necessaria una seconda ricerca per capirlo, purtroppo quindi siamo ancora lontani, dal capire cosa si può fare per una diagnosi precoce.”

Rimane quindi necessario, appena si valuta una lesione linguale ,fare una accurata anamnesi, (non scordiamoci mai della genetica). Esami bioumorali, tamponi colturali e biopsia mirata con diagnosi citologica,e anche qui colturale. A seconda del risultato procedere con l’exeresi chirurgica, e la terapia.

Questa ricerca, intitolata “Bacteriome and mycobiome associations in oral tongue cancer” è stata pubblicata sull’Oncotarget journal del 19 Ottobre 2017.

IL NUOVO DECRETO LORENZIN COSA CAMBIA NELLA SANITA’

Finalmente si realizza il sogno del Ministro Beatrice Lorenzin (“scrivo Ministro in quanto non d’accordo sulla dicitura al Femminile “Ministra”, per mie ragioni culturali insegnatomi da emeriti professori di Italiano”), che regolamenta la sperimentazione clinica dei medicinali, e riordina le professioni sanitarie. Presentato circa 5 anni fa ha avuto un lungo e difficile percorso . Sono previste (e questo riguarda sopratutto anche l’odontoiatria), pene più severe per l’abusivismo, e per chi commette abusi su disabili e anziani , dentro o fuori le strutture sanitarie. Inoltre dopo 70 anni si affronta la riforma degli ordini professionali, riconoscendo nuove professioni , come quella degli igienisti dentali,Ostetriche, infermieri professionali, Tecnici di radiologia, Chiropratici, tecnici fisioterapisti.

In sostanza in via di avvicinamento delle Elezioni sembra ripartire la lenta macchina del Parlamento, ma vediamo i punti salienti:

  1. Sperimentazione clinica dei medicinali
    Le nuove disposizioni, in base alle normative europee, altrimenti partivano le sanzioni…. prevedono il riordino e la riduzione dei comitati etici esistenti. Si Costituisce un Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici, con funzioni di coordinamento, indirizzo e monitoraggio delle attività di valutazione degli aspetti etici relativi alle sperimentazioni. Più avanti su decreto Ministeriale si dovranno approvare, di un numero massimo di quaranta comitati etici territoriali , un taglio di 60 comitati , visto che ora sono 100. Uno per ogni regione e tre a livello Nazionale.
  2. Riordino della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie
    Viene impartito l’ordine di trasformare il collegio in ordine professionale . Quindi agli ordini già esistenti dei medici-chirurghi, dei veterinari e dei farmacisti, si aggiungono gli ordini delle professioni infermieristiche, igienisti dentali ,della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Poi viene riscritta la disciplina relativa al funzionamento interno degli Ordini, datato  1946.
  3. Nuove professioni sanitarie
    Vengono riconosciute due nuove professioni sanitarie, lasciando aperto il riconoscimento di altre future professioni. Tale procedura,  passerà tramite il parere tecnico scientifico del Consiglio superiore di Sanità, richiederà l’accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome. In  tale procedura, un percorso semplificato è stato aperto per gli osteopati ed i chiropratici.
    Con decreto del MIUR, di concerto con il Ministro della salute, saranno, inoltre, definiti l’ordinamento didattico della formazione universitaria.
  4. Riordino della professione dei chimici, dei fisici, dei biologi e degli psicologi
    La nuova legge, stabilisce che la vigilanza di tali Professioni, e dei loro relativi ordini, passi dal Ministero della Giustizia al Ministero della Salute.
  5. Esercizio abusivo delle professioni sanitarie
    Si interviene Finalmente sul “reato di esercizio abusivo della professione”, per inserire un’aggravante quando il reato riguardi una professione sanitaria e per richiedere in tale caso, la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato. E, quando si tratta di beni immobili, si dispone il loro trasferimento al patrimonio del comune ove sono siti, per essere destinati a finalità sociali e assistenziali.
  6. Aggravante per reati commessi contro persone ricoverate
  7. Un vero passo avanti per noi:
    Viene aggiunta nel codice penale (art. 61) una circostanza aggravante per i reati contro la persona commessi in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o presso strutture sociosanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private, ovvero presso strutture socioeducative.
  8. Dirigenti sanitari del Ministero della salute
  9. Si riorganizza il Ministero della Salute, ovvero si modifica la disciplina vigente relativa al ruolo della dirigenza sanitaria del Ministero della salute: 1) si istituisce un unico livello del ruolo specificato prima. 2) ai dirigenti sanitari del Ministero si estendono gli istituti giuridici ed economici previsti per la dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale.                                                                                                                                                                                                                                                 Da fonti ADNKronos e riassunto dal sito del Ministero della Salute




LE RESISTENZE ANTIBIOTICHE UNA FUTURA APOCALISSE, L’FDI FA IL PUNTO SULLA MORTE INVISIBILE

FDI è  presente su questo argomento da anni e  ha rappresentato  l’Odontoiatria Mondiale all’evento globale sulla resistenza antimicrobica del 12/13  Ottobre 2017 a Berlino.

Il convegno è stato Organizzato dai paesi : Inghilterra,Thailandia, Ghana, ONU, E dalla Wellecome Trust, in collaborazione con il gruppo di coordinamento inter -agenzia delle Nazioni Unite.
Uno dei principali relatori per l’FDI è stata la Dr.ssa  Susie Sanderson della British Dental Association,che  insieme a circa 200 funzionari sanitari di tutto il mondo, hanno progettato  un invito all’azione globale per combattere la resistenza antimicrobica. (AMR)

Nello svolgimento del Convegno si sono identificati i fattori chiave che devono essere affrontati in modo coerente in tutto il Mondo, che devono seguire gli obiettivi strategici del piano d’azione globale dell’OMS sulla resistenza antimicrobica a:

-Migliorare la consapevolezza e la comprensione dell’AMR
-Rafforzare le conoscenze attraverso la sorveglianza e la ricerca
-Ridurre l’incidenza di infezione
-Ottimizzare l’uso di antimicrobici
– Cercare fondi per investimenti sostenibili tenendo conto delle esigenze di tutti i paesi per la ricerca sulla Resistenza; Aumentare gli investimenti in nuovi farmaci, vaccinazioni, strumenti diagnostici.

I principali settori, che devono essere coinvolti (con un approccio intersettoriale) per ridurre la resistenza antimicrobica (AMR) sono: la salute umana, la salute degli animali, la salute delle piante e l’ambiente.

La sostenibilità di qualsiasi azione, però, richiederà un maggior numero di parti interessate coinvolte (compresa la società civile); Interessare maggiormente le commissioni politiche,  l’istruzione, i ministeri della Salute e dell’economia. Divulgare il problema interessando la rete pubblica, i servizi di igiene, e aumentare la sorveglianza sono stati tra i primi 10 punti discussi per contrastare la resistenza antimicrobica.

Agire contro una “apocalisse post-antibiotica”

L’AMR, è  una vera minaccia per la salute pubblica con il potenziale di interessare le persone in ogni parte del mondo. I batteri possono sviluppare resistenza a specifici antibiotici, il che significa che l’antibiotico non è più efficace contro quei batteri. Sebbene la resistenza agli antibiotici sia una caratteristica naturale dell’evoluzione batterica, l’uso inappropriato di antibiotici ha aumentato lo sviluppo di batteri resistenti agli antibiotici.

Gli antibiotici sono molto utilizzati nella pratica clinica di routine nella maggior parte delle strutture sanitarie, inclusa l’odontoiatria. Sussiste però anche un uso improprio anche da parte dei pazienti che lo utilizzano subito per un banale mal di Gola. L’ AMR rappresenta una minaccia economica e sanitaria di proporzioni epiche.

Circa 700.000 persone in tutto il mondo muoiono ogni anno a causa di infezioni resistenti ai farmaci tra cui la tubercolosi, l’HIV e la malaria.

Se non si rimedia a questo problema farmaco-sociale  , è stato stimato che le infezioni resistenti ai farmaci uccideranno 10 milioni di persone all’anno entro il 2050.

 Stiamo affrontando senza rendersene conto una malattia senza volto, dove i famigliari delle vittime credono che la causa sia stata la malattia principale. Dobbiamo intervenire ora, se fosse una malattia targata ci sarebbe un forte interesse, ma questa  è invisibile ai Media di tutto il Mondo. Abbiamo bisogno di uno studio internazionale sul fenomeno, specialisti che lavorino al più presto, o rischiamo la fine della Medicina Moderna”.
PROF. DAME SALLY DAVIES, AMMINISTRATORE MEDICO IN INGHILTERRA

I leader globali si sono impegnati ad affrontare la crescente minaccia di AMR. I dentisti sono tra i principali prescrittori di antibiotici, stimati al 7-11% di tutte le prescrizioni di antibiotici, a seconda del paese. È quindi fondamentale informare i dentisti delle principali problematiche relative all’AMR in medicina e odontoiatria e modificare i comportamenti prescrittivi.

Anche in Italia in molti reparti di  Ospedali, ci sono degli antibiotici che non sono più efficaci. Secondo il nostro modesto parere il Ministro della Salute dovrebbe avviare una campagna di sensibilizzazione contra l’uso improprio degli antibiotici ( della vendita anche in Internet ), e creare un gruppo di ricerca sulle farmaco resistenze nei nostri ospedali. In modo da fornire aiuto alla ricerca dell’intero pianeta.

In Endodonzia si è iniziato a diminuire l’uso di antibiotici per gli ascessi di lieve entità, si preferisce l’uso disinfettante endocanalare intervenendo in breve tempo , associato agli antinfiammatori.

Riassunto, opinione e traduzione dall’ FDI http://www.fdiworlddental.org

 




TERREMOTO IN CENTRO ITALIA UN SMS PER DONARE

 

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SMS solidale
Il Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con gli operatori di telefonia fissa e mobile, ha attivato il numero solidale 45500 a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto che ha interessato il centro Italia.

Grazie agli operatori Tim, Vodafone, Tre, Fastweb, Coopvoce, Wind, Infostrada, Tiscali, TWT, UNO Communications, Postemobile, Coopitalia, Clouditalia, è possibile donare due euro inviando un sms solidale o effettuando una chiamata da rete fissa al 45500.

Su comunicazione di Fastweb, si informa che la donazione, per i clienti di questo operatore, è possibile solo da rete fissa.

Donazioni di denaro

La Regione Marche, la Regione Umbria e la Regione Lazio hanno attivato canali bancari e postali per le donazioni in denaro per far fronte ai bisogni delle prime ore di emergenza e a successivi interventi mirati.
È possibile – a seconda delle Regioni promotrici – effettuare le donazioni tramite conto corrente bancario, conte corrente postale e form online.
Di seguito i link alle pagine web dei siti delle Regioni che riportano tutte le informazioni utili ad effettuare le donazioni:
– Regione Marche
– Regione Umbria
– Regione Lazio
Donazioni di beni e servizi
E’ inoltre possibile inviare offerte di beni e servizi scrivendo ai seguenti indirizzi mail:
sismarieti@regione.lazio.it
prot.civ@regione.marche.it

Donazioni da parte dei Comuni

I Comuni che vogliono dare un contributo possono scrivere a protezionecivile@anci.it, oppure contattare i numeri di Anci 06.68009329 o 3463138116.

Il Dipartimento della protezione civile e Anci sconsigliano, invece, di organizzare raccolte di beni per le popolazioni colpite.
Le iniziative dei Comuni possono essere indirizzate alla raccolta di fondi per la ricostruzione, sul conto ANCI, causale “Emergenza Terremoto Centro Italia”, IBAN: IT27A 06230 03202 000056748129.

 NUMERO  VERDE 800 840 840

ABOLITO IL DECRETO SULLA APPROPIATEZZA PRESCRITTIVA, ENTRANO I NUOVI LEA

Il contestato decreto ‘taglia-esami’ viene abolito e lascia al senso di responsabilità del medico (CHE HA SEMPRE AVUTO) e a un maggior dialogo col paziente, (sembra quasi non si parlassero). E’ l’ epilogo di una vicenda che, nei mesi scorsi, ha sollevato polemiche e critiche, tanto da parte dei cittadini che dei medici. Fa parte di un lungo e difficile  lavoro condiviso tra ministero della Salute e professionisti, questo è insita nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea),” su cui, specifica il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, “abbiamo avuto il consenso informale del Mef e aspettiamo a ore la nota ufficiale”.

beatrice lorenzin

Oltre a una gamma di nuove prestazioni a cui i cittadini potranno accedere, i nuovi Lea clicca qui per vederli introducono novità sul “Decreto Appropriatezza”, approvato a dicembre 2015 e divenuto legge nel gennaio 2016, con l’obiettivo di limitare le prescrizioni inutili. Con questo si voleva creare una nuova cultura o linea di prescrizione per rendere più responsabile i medici, e scrivere esami e farmaci in modo appropriato, una specie di giro di vite che però – ha dichiarato il Ministro Lorenzin – non ha dato i risultati sperati”. Con i nuovi Lea, “abbiamo superato quel provvedimento”. Non solo non ci saranno sanzioni, come già previsto da una delle modifiche introdotte in questi mesi, ma viene ribadita la libertà di prescrivere secondo necessità e coscienza.

 

Il medico potrà continuare a prescrivere tutto quello che riterrà necessario alla tua salute”: ribadisce un manifesto ad hoc tipo spot, che verrà diffuso negli studi medici per informare i cittadini del cambiamento. Questo suona come fare qualche passo indietro, anche se la base dell’appropiatezza rimane. Si introduce infatti, “un regime prescrittivo concordato con medici e società scientifiche basato sul senso di responsabilità”, ha spiegato la  Lorenzin. Non ci sarà però l’obbligo di note in ricetta da parte del medico, bensì solo l’indicazione del quesito diagnostico. Non ci sarà un monitoraggio sulla  singola prescrizione ma dell’operato complessivo di tutti i prescrittori. Infine non ci sarà un punto di concentrazioni di 200 prescrizioni a rischio inappropiato, ma solo sui test genetici.

chersevani

 

L’accordo, sostiene la  Lorenzin, “inaugura un nuovo metodo di lavoro insieme alle categorie coinvolte” e garantisce “libertà di prescrizione ma con un occhio alla sostenibilità del sistema”. Si ritorna, secondo la dr.ssa Roberta Chersevani Presidente della Federazione ordini dei medici e Odontoiatri (Fnomceo), “a un’autonomia che deve avere vincoli e dimostrare la responsabilità di una categoria. Il medico potrà continuare a prescrivere perché preoccupato della salute del proprio assistito ma è importante tenere conto di evidenze scientifiche e regole”. Fondamentale,inoltre, “è la comunicazione e la relazione col paziente. L’informazione è centrale nel nostro lavoro perché il paziente che viene messo a conoscenza delle motivazioni può più facilmente accettare un sì o un no da parte del medico”.

 

 Secondo Giacomo Milillo  segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) – della decisione di abbandonare la chimera della ‘appropriatezza prescrittiva’ che in realtà proponeva  un modello di medicina amministrata antitetica ai progressi della ricerca, sempre più orientata alla personalizzazione delle cure”.milillo fimmg

La Fecondazione assistita, nuovi vaccini, screening alla nascita, esenzione dal ticket per chi soffre di endometriosi. Queste e tante altre prestazioni dovranno essere garantite in tutto il territorio italiano secondo quanto previsto dal dpcm sui nuovi Livelli essenziali di Assistenza (Lea) cliccaci sopra per saperne di più, che attende in queste ore il via libera del Mef. Per quanto riguarda l’autismo, rassicura il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, “le famiglie possono stare sicure, il documento recepisce integralmente la legge 134 del 2015”, che prevede diagnosi precoce, cura e trattamento individualizzato, integrazione nella vita sociale e sostegno per le famiglie.

 

I nuovi Lea, che non si aggiornavano da ben 15 anni, sono anche a favore delle malattie Rare, assegnando un codice che da’ diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa a

110 PATOLOGIE RARE” precedentemente escluse dalla lista, tra cui miastenia grave e sclerosi sistemica progressiva.

“Solo per quello che è stato fatto sulle malattie rare è un risultato che vale un’intera legislatura”, ha commentato Lorenzin. Viene rivisto anche l’elenco delle MALATTIE CRONICHE e invalidanti, con l’introduzione di 6 patologie esenti da ticket, tra cui Broncopneumopatia ostruttiva, sindrome da talidomide, rene policistico ed endometriosi. Solo per quest’ultima si stimano circa trecentomila esenzioni. La celiachia passa invece dall’elenco delle malattie rare a quelle croniche. Molto si investe in prevenzione con il recepimento del nuovo Piano Vaccinale che introduce NUOVI VACCINI, come l’anti Pneumococco, l’anti Meningococco e l’anti Varicella, ed estende quello per il Papillomavirus anche agli adolescenti maschi.

 

 Vengono previsti inoltre, lo SCREENING alla nascita per individuare con anticipo eventuale sordità e cataratta congenita così come una quarantina di malattie metaboliche ereditarie. Il testo aggiorna il NOMENCLATORE DELLA SPECIALISTICA AMBULATORIALE, fermo al 1996, introducendo, ad esempio, quelle per la procreazione medicalmente assistita, sia omologa che eterologa, finora erogate in regime di ricovero ospedaliero. Si Prevedono inoltre prestazioni di genetica e l’anestesia epidurale. Attesissimo anche il previsto aggiornamento del NOMENCLATORE PROTESICO fermo al 1999, che vede introdurre, negli elenchi dei dispositivi, ausili informatici e di comunicazione, come quelli per i malati di SLA , ma anche apparecchi acustici digitali e carrozzine a tecnologia avanzata. Per far spazio alle nuove prestazioni, alcune di quelle precedentemente previste sono state escluse poiché obsolete.

Per Lorenzin, “è l’inizio di una nuova fase e, come tutte le nuovi fasi, è migliorabile”. Ma, conclude, “per modificarlo non occorreranno altri 15 anni, perché potrà essere aggiornato di continuo”.

Alla fine di questo articolo ci chiediamo, ma come è possibile che del Dicembre 2015 il decreto sull’appropiatezza fosse fortemente penalizzante per i costi elevati delle prescrizioni mediche, esami diagnostici e farmaci,con l’introduzione di forme penalizzanti per i medici inadempienti al decreto, poi sospese per la lotta della FIMMG; E ora si cambi totalmente tutto? Ma se il motivo era risparmiare soldi sulla pelle degli altri, ora a che cosa è dovuto questo dietro front? A un sondaggio negativo sul Governo da parte dei cittadini, scontenti e arrabbiati del Decreto, oppure le perdite subite in cabina Elettorale?

Ci dobbiamo aspettare fra mesi o anni altri cambiamenti? secondo noi si, anche perchè il bilancio di stato evidenzia una grossa Bolla nella Sanità.

La Redazione di fuori dai Denti.

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Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie – 8 maggio 2014
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014)

Registro dei provvedimenti
n. 229 dell’8 maggio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTA la direttiva 2002/58/CE del 12 luglio 2002, del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche;

VISTA la direttiva 2009/136/CE del 25 novembre 2009, del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica, della direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori;

VISTO il decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 69 “Modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di protezione dei dati personali in attuazione delle direttive 2009/136/CE, in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, e 2009/140/CE in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori” (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2012 n. 126);

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito “Codice”) e, in particolare, gli artt. 13, comma 3 e 122, comma 1;

VISTA la precedente deliberazione del Garante recante “Avvio di una consultazione pubblica ai sensi dell’art. 122 volta ad individuare modalità semplificate per l’informativa di cui all’art. 13, comma 3, del Codice in materia di protezione dei dati personali” (Del. n. 359 del 22 novembre 2012, in Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2012 n. 295);

TENUTO CONTO delle indicazioni fornite sul tema dal Gruppo di lavoro per la tutela dei dati personali ex art. 29, in particolare nella Opinion 04/2012 on Cookie Consent Exemption, adottata il 7 giugno 2012, e nel Working Document 02/2013 providing guidance on obtaining consent for cookies, adottato il 2 ottobre 2013 (disponibili rispettivamente ai link http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_en.pdf e http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2013/wp208_en.pdf);

TENUTO CONTO delle risultanze dei contributi pervenuti al Garante dai principali fornitori di servizi di comunicazione elettronica, nonché dalle associazioni dei consumatori e delle categorie economiche coinvolte che hanno partecipato alla suindicata consultazione pubblica;

CONSIDERATI gli ulteriori elementi emersi in occasione degli incontri tenutisi a settembre 2013 e febbraio 2014 presso l’Autorità, nell’ambito del tavolo di lavoro avviato dalla stessa al fine di sollecitare un nuovo e più diretto confronto con i suindicati soggetti, nonché con esponenti del mondo accademico e della ricerca che si occupano delle tematiche di interesse;

RITENUTO necessario adottare, ai sensi del combinato disposto degli artt. 13, comma 3, 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. c), del Codice, un provvedimento di carattere generale, con il quale oltre a individuare le modalità semplificate per rendere l’informativa online agli utenti sull’archiviazione dei c.d. cookie sui loro terminali da parte dei siti Internet visitati si intende fornire idonee indicazioni sulle modalità con le quali procedere all’acquisizione del consenso degli stessi, laddove richiesto dalla legge;

CONSIDERATO che la disciplina relativa all’uso dei c.d. cookie riguarda anche altri strumenti analoghi (come ad esempio web beacon/web bug, clear GIF o altri), che consentono l’identificazione dell’utente o del terminale e che quindi devono essere ricompresi nell’ambito del presente provvedimento;

VISTE le osservazioni dell’Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento n. 1/2000;

RELATORE il dott. Antonello Soro;

PREMESSA

1. Considerazioni preliminari.

I cookie sono stringhe di testo di piccole dimensioni che i siti visitati dall’utente inviano al suo terminale (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Nel corso della navigazione su un sito, l’utente può ricevere sul suo terminale anche cookie che vengono inviati da siti o da web server diversi (c.d. “terze parti”), sui quali possono risiedere alcuni elementi (quali, ad esempio, immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine di altri domini) presenti sul sito che lo stesso sta visitando.

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Al fine di giungere a una corretta regolamentazione di tali dispositivi, è necessario distinguerli posto che non vi sono delle caratteristiche tecniche che li differenziano gli uni dagli altri proprio sulla base delle finalità perseguite da chi li utilizza. In tale direzione si è mosso, peraltro, lo stesso legislatore, che, in attuazione delle disposizioni contenute nella direttiva 2009/136/CE, ha ricondotto l’obbligo di acquisire il consenso preventivo e informato degli utenti all’installazione di cookie utilizzati per finalità diverse da quelle meramente tecniche (cfr. art. 1, comma 5, lett. a), del d. lgs. 28 maggio 2012, n. 69, che ha modificato l’art. 122 del Codice).

Al riguardo, e ai fini del presente provvedimento, si individuano pertanto due macro-categorie: cookie “tecnici” e cookie “di profilazione”.

a. Cookie tecnici.

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di “effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente a erogare tale servizio” (cfr. art. 122, comma 1, del Codice).

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b. Cookie di profilazione.

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all’utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell’ambito della navigazione in rete. In ragione della particolare invasività che tali dispositivi possono avere nell’ambito della sfera privata degli utenti, la normativa europea e italiana prevede che l’utente debba essere adeguatamente informato sull’uso degli stessi ed esprimere così il proprio valido consenso.

Ad essi si riferisce l’art. 122 del Codice laddove prevede che “l’archiviazione delle informazioni nell’apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l’accesso a informazioni già archiviate sono consentiti unicamente a condizione che il contraente o l’utente abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato con le modalità semplificate di cui all’articolo 13, comma 3” (art. 122, comma 1, del Codice).

2. Soggetti coinvolti: editori e “terze parti”.

Un ulteriore elemento da considerare, ai fini della corretta definizione della materia in esame, è quello soggettivo. Occorre, cioè, tenere conto del differente soggetto che installa i cookie sul terminale dell’utente, a seconda che si tratti dello stesso gestore del sito che l’utente sta visitando (che può essere sinteticamente indicato come “editore”) o di un sito diverso che installa cookie per il tramite del primo (c.d. “terze parti”).

Sulla base di quanto emerso dalla consultazione pubblica, si ritiene necessario che tale distinzione tra i due soggetti sopra indicati venga tenuta in debito conto anche al fine di individuare correttamente i rispettivi ruoli e le rispettive responsabilità, con riferimento al rilascio dell’informativa e all’acquisizione del consenso degli utenti online.

Vi sono molteplici motivazioni per le quali non risulta possibile porre in capo all’editore l’obbligo di fornire l’informativa e acquisire il consenso all’installazione dei cookie nell’ambito del proprio sito anche per quelli installati dalle “terze parti”.
In primo luogo, l’editore dovrebbe avere sempre gli strumenti e la capacità economico-giuridica di farsi carico degli adempimenti delle terze parti e dovrebbe quindi anche poter verificare di volta in volta la corrispondenza tra quanto dichiarato dalle terze parti e le finalità da esse realmente perseguite con l’uso dei cookie. Ciò è reso assai arduo dal fatto che l’editore spesso non conosce direttamente tutte le terze parti che installano cookie tramite il proprio sito e, quindi, neppure la logica sottesa ai relativi trattamenti. Inoltre, non di rado tra l’editore e le terze parti si frappongono soggetti che svolgono il ruolo di concessionari, risultando di fatto molto complesso per l’editore il controllo sull’attività di tutti i soggetti coinvolti.

I cookie terze parti potrebbero, poi, essere nel tempo modificati dai terzi fornitori e risulterebbe poco funzionale chiedere agli editori di tenere traccia anche di queste modifiche successive.

Occorre tenere conto inoltre del fatto che spesso gli editori, che comprendono anche persone fisiche e piccole imprese, sono la parte più “debole” del rapporto. Laddove invece le terze parti sono solitamente grandi società caratterizzate da notevole peso economico, servono normalmente una pluralità di editori e possono essere, rispetto al singolo editore, anche molto numerose.

Si ritiene pertanto che, anche in ragione delle motivazioni sopra indicate, non si possa obbligare l’editore ad inserire sull’home page del proprio sito anche il testo delle informative relative ai cookie installati per il suo tramite dalle terze parti. Ciò determinerebbe peraltro una generale mancanza di chiarezza dell’informativa rilasciata dall’editore, rendendo nel contempo estremamente faticosa per l’utente la lettura del documento e quindi la comprensione delle informazioni in esso contenute, con ciò vanificando anche l’intento di semplificazione previsto dall’art. 122 del Codice.

Analogamente, per quanto concerne l’acquisizione del consenso per i cookie di profilazione, dovendo necessariamente -per le ragioni suesposte tenere distinte le rispettive posizioni di editori e terze parti, si ritiene che gli editori, con i quali gli utenti instaurano un rapporto diretto tramite l’accesso al relativo sito, assumono necessariamente una duplice veste.

Tali soggetti, infatti, da un lato sono titolari del trattamento quanto ai cookie installati direttamente dal proprio sito; dall’altro, non potendo ravvisarsi una contitolarità con le terze parti per i cookie che le stesse installano per il loro tramite, si ritiene corretto considerarli come una sorta di intermediari tecnici tra le stesse e gli utenti. Ed è, quindi, in tale veste che, come si vedrà più avanti, sono chiamati ad operare nella presente deliberazione, con riferimento al rilascio dell’informativa e all’acquisizione del consenso degli utenti online con riguardo ai cookie delle terze parti.

3. Impatto della disciplina in materia di cookie sulla rete.

I cookie svolgono diverse e importanti funzioni nell’ambito della rete. Qualunque decisione in merito alle modalità di informativa e consenso online, riguardando in pratica chiunque abbia un sito Internet, avrà quindi un fortissimo impatto su un numero enorme di soggetti, che presentano peraltro, come si è detto, natura e caratteristiche profondamente diverse tra loro.

Il Garante, consapevole della portata della presente decisione, ritiene pertanto necessario che le misure prescritte nella stessa -ai sensi di quanto previsto dall’art. 122, comma 1, del Codice siano, da un lato, tali da consentire agli utenti di esprimere scelte realmente consapevoli sull’installazione dei cookie mediante la manifestazione di un consenso espresso e specifico (come previsto dall’art. 23 del Codice) e, dall’altro, presentino il minore impatto possibile in termini di soluzione di continuità della navigazione dei medesimi utenti e della fruizione, da parte loro, dei servizi telematici.

Di tali opposte esigenze, emerse chiaramente anche in occasione della consultazione pubblica e degli incontri tenuti dall’Autorità, si tiene conto in primo luogo nella determinazione delle modalità con le quali rendere l’informativa in forma semplificata.

È peraltro convinzione del Garante che i due temi, dell’informativa e del consenso, vadano necessariamente trattati in maniera congiunta, onde evitare che il ricorso a modalità di espressione del consenso online che richiedano operazioni eccessivamente complesse da parte degli utenti vanifichino la semplificazione realizzata nell’informativa.

4. L’informativa con modalità semplificate e l’acquisizione del consenso online.

Ai fini della semplificazione dell’informativa, si ritiene che una soluzione efficace, che fa salvi i requisiti previsti dall’art. 13 del Codice (compresa la descrizione dei singoli cookie), sia quella di impostare la stessa su due livelli di approfondimento successivi.

Nel momento in cui l’utente accede a un sito web, deve essergli presentata una prima informativa “breve”, contenuta in un banner a comparsa immediata sulla home page (o altra pagina tramite la quale l’utente può accedere al sito), integrata da un’informativa “estesa”, alla quale si accede attraverso un link cliccabile dall’utente.

Affinché la semplificazione sia effettiva, si ritiene necessario che la richiesta di consenso all’uso dei cookie sia inserita proprio nel banner contenente l’informativa breve. Gli utenti che desiderano avere maggiori e più dettagliate informazioni e differenziare le proprie scelte in merito ai diversi cookie archiviati tramite il sito visitato, possono accedere ad altre pagine del sito, contenenti, oltre al testo dell’informativa estesa, la possibilità di esprimere scelte più specifiche.

4.1. Il banner contenente informativa breve e richiesta di consenso.

Più precisamente, nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni ossia di dimensioni tali da costituire una percettibile discontinuità nella fruizione dei contenuti della pagina web che si sta visitando contenente le seguenti indicazioni:

a) che il sito utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente nell’ambito della navigazione in rete;

b) che il sito consente anche l’invio di cookie “terze parti” (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all’informativa estesa, ove vengono fornite indicazioni sull’uso dei cookie tecnici e analytics, viene data la possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

d) l’indicazione che alla pagina dell’informativa estesa è possibile negare il consenso all’installazione di qualunque cookie;

e) l’indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all’uso dei cookie.

Il suindicato banner, oltre a dover presentare dimensioni sufficienti a ospitare l’informativa, seppur breve, deve essere parte integrante dell’azione positiva nella quale si sostanzia la manifestazione del consenso dell’utente. In altre parole, esso deve determinare una discontinuità, seppur minima, dell’esperienza di navigazione: il superamento della presenza del banner al video deve essere possibile solo mediante un intervento attivo dell’utente (appunto attraverso la selezione di un elemento contenuto nella pagina sottostante il banner stesso).

Resta ferma naturalmente la possibilità per gli editori di ricorrere a modalità diverse da quella descritta per l’acquisizione del consenso online all’uso dei cookie degli utenti, sempreché tali modalità assicurino il rispetto di quanto disposto dall’art. 23, comma 3, del Codice.

In conformità con i principi generali, è necessario in ogni caso che dell’avvenuta prestazione del consenso dell’utente sia tenuta traccia da parte dell’editore, il quale potrebbe a tal fine avvalersi di un apposito cookie tecnico, sistema che non sembra particolarmente invasivo (in tal senso, si veda anche il considerando 25 della direttiva 2002/58/CE).

La presenza di tale “documentazione” delle scelte dell’utente consente poi all’editore di non riproporre l’informativa breve alla seconda visita del medesimo utente sullo stesso sito, ferma restando naturalmente la possibilità per l’utente di negare il consenso e/o modificare, in ogni momento e in maniera agevole, le proprie opzioni relative all’uso dei cookie da parte del sito, ad esempio tramite accesso all’informativa estesa, che deve essere linkabile da ogni pagina del sito.

4.2. L’informativa estesa.

L’informativa estesa deve contenere tutti gli elementi previsti dall’art. 13 del Codice, descrivere in maniera specifica e analitica le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all’utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie. Deve essere raggiungibile mediante un link inserito nell’informativa breve, come pure attraverso un riferimento su ogni pagina del sito, collocato in calce alla medesima.

All’interno di tale informativa, deve essere inserito anche il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali l’editore ha stipulato accordi per l’installazione di cookie tramite il proprio sito. Qualora l’editore abbia contatti indiretti con le terze parti, dovrà linkare i siti dei soggetti che fanno da intermediari tra lui e le stesse terze parti. Non si esclude l’eventualità che tali collegamenti con le terze parti siano raccolti all’interno di un unico sito web gestito da un soggetto diverso dall’editore, come nel caso dei concessionari.

Al fine di mantenere distinta la responsabilità degli editori da quella delle terze parti in relazione all’informativa resa e al consenso acquisito per i cookie di queste ultime tramite il proprio sito, si ritiene necessario che gli editori stessi acquisiscano, già in fase contrattuale, i suindicati link dalle terze parti (con ciò intendendosi anche gli stessi concessionari).

Nel medesimo spazio dell’informativa estesa deve essere richiamata la possibilità per l’utente (alla quale fa riferimento anche l’art. 122, comma 2, del Codice) di manifestare le proprie opzioni in merito all’uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni. Qualora, poi, le tecnologie utilizzate dal sito siano compatibili con la versione del browser utilizzata dall’utente, l’editore potrà predisporre un collegamento diretto con la sezione del browser dedicata alle impostazioni stesse.

5. Notificazione del trattamento.

Si ricorda che l’uso dei cookie rientra tra i trattamenti soggetti all’obbligo di notificazione al Garante ai sensi dell’art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, laddove lo stesso sia finalizzato a “definire il profilo o la personalità dell’interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a monitorare l’utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti”.

L’uso dei cookie è, invece, sottratto all’obbligo di notificazione sulla base di quanto previsto dal provvedimento del Garante del 31 marzo 2004, che ha inserito espressamente, tra i trattamenti esonerati dal suindicato obbligo, quelli “relativi all’utilizzo di marcatori elettronici o di dispositivi analoghi installati, oppure memorizzati temporaneamente, e non persistenti, presso l’apparecchiatura terminale di un utente, consistenti nella sola trasmissione di identificativi di sessione in conformità alla disciplina applicabile, all’esclusivo fine di agevolare l’accesso ai contenuti di un sito Internet” (deliberazione n. 1 del 31 marzo 2004, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2004 n. 81).

Dal quadro sopra delineato, emerge pertanto che, mentre i cookie di profilazione, i quali hanno caratteristiche di permanenza nel tempo, sono soggetti all’obbligo di notificazione, i cookie che invece hanno finalità diverse e che rientrano nella categoria dei cookie tecnici, ai quali sono assimilabili anche i cookie analytics (v. punto 1, lett. a), del presente provvedimento), non debbono essere notificati al Garante.

6. Tempi di adeguamento.

Come già evidenziato in precedenza, il Garante è consapevole dell’impatto, anche economico, che la disciplina sui cookie avrà sull’intero settore della società dei servizi dell’informazione e, quindi, del fatto che la realizzazione delle misure necessarie a dare attuazione al presente provvedimento richiederà un notevole impegno, anche in termini di tempo.

In ragione di ciò, si ritiene pertanto congruo prevedere un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione della presente decisione in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati dal presente provvedimento di potersi avvalere delle modalità semplificate ivi individuate.

7. Conseguenze del mancato rispetto della disciplina in materia di cookie.

Si ricorda che per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all’art. 13 del Codice, nel presente provvedimento, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice).

L’installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice).

L’omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall’art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice).

TUTTO CIO’ PREMESSO IL GARANTE

1. ai sensi degli artt. 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. h), del Codice -ai fini dell’individuazione delle modalità semplificate per l’informativa che i gestori di siti web, come meglio specificati in premessa, sono tenuti a fornire agli utenti in relazione ai cookie e agli altri dispositivi installati da o per il tramite del proprio sito stabilisce che nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni contenente le seguenti indicazioni:

a) che il sito utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente nell’ambito della navigazione in rete;

b) che il sito consente anche l’invio di cookie “terze parti” (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all’informativa estesa, che deve contenere le seguenti ulteriori indicazioni relative a:

• uso dei cookie tecnici e analytics;

• possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

• possibilità per l’utente di manifestare le proprie opzioni in merito all’uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni;

d) l’indicazione che alla pagina dell’informativa estesa è possibile negare il consenso all’installazione di qualunque cookie;

e) l’indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all’uso dei cookie;

2. ai sensi dell’art. 154, comma 1, lett. c), del Codice ai fini di mantenere distinta la responsabilità dei gestori di siti web, come meglio specificati in motivazione, da quella delle terze parti prescrive ai medesimi gestori di acquisire già in fase contrattuale i collegamenti (link) alle pagine web contenenti le informative e i moduli per l’acquisizione del consenso relativo ai cookie delle terze parti (con ciò intendendosi anche i concessionari).

Si dispone che copia del presente provvedimento sia trasmessa al Ministero della giustizia ai fini della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura dell’Ufficio pubblicazione leggi e decreti.

Roma, 8 maggio 2014

IL PRESIDENTE
Soro

IL RELATORE
Soro

IL SEGRETARIO GENERALE
Busia